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giovedì 3 aprile 2014

Multiverso e onde gravitazionali: il nostro universo potrebbe non essere l'unico

multiverso 

Rivelate lo scorso lunedì le onde gravitazionali primordiali, ossia le increspature nel tessuto dell'universo che ci raccontano il primo millesimo di miliardesimo dopo il Big Bang. Una delle più grandi scoperte scientifiche dell'anno.
Tale affermazione potrebbe sembrare un po' iperbolica, ma non lo è. Molte idee cosmologiche dipendono dagli eventi che hanno avuto luogo in quei primissimi istanti. Episodi violenti dei quali, fino ad ora, non si era avuta molta evidenza osservativa diretta. "La maggior parte dei segnali di quello che è successo allora sono stati cancellati", spiega il fisico del MIT Frank Wilczek. “Ma le onde gravitazionali interagiscono molto debolmente con tutto il resto che si propaga, ci forniscono una registrazione. Quello che il team sta osservando, o pretende di osservare, è l'impronta delle onde gravitazionali".
Quello del multiverso è uno dei temi che ha creato le maggiori divisioni nel campo della fisica. Tuttavia, l'annuncio dato di recente ha rafforzato le teoria cosmologica dell'inflazione e, con essa, l'idea che il universo sia in realtà uno dei tanti universi che galleggiano come bolle in un bicchiere di champagne. Una teoria che, però, secondo i critici, è scarsamente verificabile.
Un team, utilizzando il rivelatore BICEP2 situato al Polo Sud, ha rilevato le “impronte” delle onde nella radiazione termica risalenti al Big Bang. Chiamata radiazione cosmica di fondo, questa costituisce il tessuto che le onde gravitazionali primordiali rilasciarono, creando quelle che gli scienziati chiamano “polarizzazioni B-mode”.
La teoria dell'inflazione cosmologica, proposta nel 1980, suggerisce che l'universo che osserviamo oggi (piatto, liscio, relativamente uniforme) sia il risultato di una espansione rapida, un'accelerazione incredibile durata una frazione di secondo dopo il Big Bang. Wilczek calcola che l'accelerazione dell'espansione equivalga ad un numero così grande che è praticamente impossibile da comprendere. E collegata ad un'altra teoria, quella del multiverso, appunto.
La nuova teoria è stata annunciata come un enorme passo in avanti, anche se i fisici ritengono necessari ulteriori esperimenti per confermarne i risultati. "La qualità del team di osservazione è ampiamente riconosciuta ed eccellente", dichiara Matt Strassler, un fisico dell'Università di Harvard. "Penso che il multiverso sia una conseguenza naturale delle teorie sull'inflazione", gli fa eco Frank Wilczek. "Se è possibile avviare un universo formando un piccolo seme, poi altri universi potrebbero nascere e crescere da piccoli semi. Non sembra essere nulla di unico l'evento che chiamiamo Big Bang. Si tratta di un evento riproducibile che potrebbe essere accaduto e accadere ancora, e ancora, e ancora".
Insomma, un'affermazione che lascia un po' inquieti. E che, in parte, riaccende l'annosa questione: se l'universo è così grande, e non sarebbe nemmeno l'unico, siamo davvero soli?
Federica Vitale

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